13 dicembre : S.Lucia.
Quanti ricordi legati a questo giorno.
A casa avevamo una vecchia cassapanca, di quelle tutte in legno dove le nonne mettevano il loro corredo, e lì sopra, io e mio fratello, mettevamo le nostre scarpe: S.Lucia ci avrebbe messo i doni.
Quella notte non riuscivo a dormire, stavo attenta ad ogni piccolo rumore e il mattino presto, quando ancora era buio, mi alzavo senza far rumore, non accendevo neppure la luce, e andavo a vedere se fosse passata.
Non vedevo cosa avesse portato, mi bastava capire che Lei era arrivata.
Quando frequentavo la scuola materna, Suor Maddalena aveva una grande scatola marrone che teneva sul ripiano più alto dello scaffale.
Qualche giorno prima del 13 dicembre la prendeva, salendo sopra una scala, l'apriva e ne usciva fuori un piccolo telefono rosso, lo prendeva, componeva un numero e 'parlava con S.Lucia'.
Le raccontava di noi bambini, che eravamo stati buoni e che ci meritavamo qualche dolcetto.
Il 13 dicembre, mentre noi eravamo intenti a 'punteggiare' (caro vecchio punteggino che tanto ci ha insegnato ad essere precisi), sentivamo un campanellino, tutti agitati andavamo alla porta a vedere e fuori c'era Lei, con l'asinello e un velo bianco sulla testa, tutta vestita di bianco, che distribuiva ad ognuno di noi un mandarancio e qualche caramella.
Nostalgia?
No, solo bei ricordi.
Un'incanto che oggi si è perso, tutti presi nelle cose materiali e con poco spazio all'invisibile.
Sì, lo ammetto, quando un mio compagno (maligno, perché da lui S.Lucia non passava) ruppe il mio incanto, ci rimasi male, ma tutti i ricordi legati a quei momenti sono così belli che nessuno me li può portare via.
Buona S.Lucia.
P.S: spero che a casa vostra passi e che i vostri bambini l'aspettino.
I love patchwork. Idee, consigli, tecnica, tutorial e di tutto un po' per chi ama il patchwork.
Benvenute nel mio blog dedicato al patchwork.
Quilts, runners, wall-hangings, photholders e tanto altro potrete realizzare seguendo le mie istruzioni.
Visualizzazione post con etichetta pensieri sparsi. Mostra tutti i post
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mercoledì 13 dicembre 2017
sabato 7 ottobre 2017
Creattiva ottobre 2017
Ciao a tutte, finalmente eccomi di nuovo sul mio Blog.
Sì, decisamente era ora!
E niente di meglio per ricominciare che mostrare il 'bottino' che mi son portata a casa dopo essere stata a Creattiva, che ve ne pare?
Ormai mi conoscete, non riesco a resistere alla visione di tante belle stoffe.
Quelle che vedete sulla destra, nei toni azzurro blu e beige, sono 40 pezzi pretagliati.
Li ho acquistati da 'Fili e magia' e mi serviranno per realizzare il quilt con le 'star' che si vede appeso nel loro stand.
Devo dire che ci ho pensato un po' prima di acquistarlo, l'ho guardato e riguardato più volte, poi alla fine mi sono decisa.
Troverò le istruzioni per farlo sul loro sito Facebook, se riuscite andate a vederlo, ci sono tante utili spiegazioni.
Tornando alla Fiera, nel corridoio centrale sono esposti dei bellissimi quilt realizzati da donne di tutto il mondo seguendo il '365 Challenge' di Kathryn Kerr, in pratica un blocco per ogni giorno dell'anno.
Tornata a casa, incuriosita, ho voluto cercarlo ed ho trovato che continua ancora oggi, cioè per ogni giorno viene pubblicato un blocco.
Ho deciso di iscrivermi e vedremo cosa ne uscirà.
Dimenticavo, si può votare il quilt che ci è piaciuto di più e anch'io l'ho fatto.
Alla prossima.
Sì, decisamente era ora!
E niente di meglio per ricominciare che mostrare il 'bottino' che mi son portata a casa dopo essere stata a Creattiva, che ve ne pare?
Ormai mi conoscete, non riesco a resistere alla visione di tante belle stoffe.
Quelle che vedete sulla destra, nei toni azzurro blu e beige, sono 40 pezzi pretagliati.
Li ho acquistati da 'Fili e magia' e mi serviranno per realizzare il quilt con le 'star' che si vede appeso nel loro stand.
Devo dire che ci ho pensato un po' prima di acquistarlo, l'ho guardato e riguardato più volte, poi alla fine mi sono decisa.
Troverò le istruzioni per farlo sul loro sito Facebook, se riuscite andate a vederlo, ci sono tante utili spiegazioni.
Tornando alla Fiera, nel corridoio centrale sono esposti dei bellissimi quilt realizzati da donne di tutto il mondo seguendo il '365 Challenge' di Kathryn Kerr, in pratica un blocco per ogni giorno dell'anno.
Tornata a casa, incuriosita, ho voluto cercarlo ed ho trovato che continua ancora oggi, cioè per ogni giorno viene pubblicato un blocco.
Ho deciso di iscrivermi e vedremo cosa ne uscirà.
Dimenticavo, si può votare il quilt che ci è piaciuto di più e anch'io l'ho fatto.
Alla prossima.
domenica 1 gennaio 2017
Buon 2017!!
Il nuovo anno porta con sé sempre buoni propositi.
Ci si lascia alle spalle qualcosa di ormai vecchio e siamo protesi verso qualcosa di nuovo.
Tanti auguri per questo nuovo anno, ci porti serenità, gioia ma soprattutto pace.
Pace nel mondo, pace nelle nostre case, pace nelle famiglie in difficoltà, pace nei cuori induriti e inariditi, pace alle persone che hanno perso la speranza, pace alle persone sole e dimenticate, pace a chi ha perso il sorriso, quel sorriso che un Bambino nato il giorno di Natale vuole portare ogni giorno nella nostra vita.
Auguri.
Ci si lascia alle spalle qualcosa di ormai vecchio e siamo protesi verso qualcosa di nuovo.
Tanti auguri per questo nuovo anno, ci porti serenità, gioia ma soprattutto pace.
Pace nel mondo, pace nelle nostre case, pace nelle famiglie in difficoltà, pace nei cuori induriti e inariditi, pace alle persone che hanno perso la speranza, pace alle persone sole e dimenticate, pace a chi ha perso il sorriso, quel sorriso che un Bambino nato il giorno di Natale vuole portare ogni giorno nella nostra vita.
Auguri.
mercoledì 9 novembre 2016
Cambiamenti.
Ciao a tutte, è da un po' di tempo che non mi faccio sentire.
La ragione è semplice ( in effetti non troppo ), in tutto questo tempo ho pensato a dei cambiamenti che voglio fare al mio blog.
Nella mia presentazione dico: ' le mie passioni, le mie creazioni,...' , sì le mie passioni sono diverse e tutte hanno finora trovato spazio in questo blog.
Però ho fatto questa riflessione: 'Non è detto che tutte le persone che amano il patchwork o il cucito amino anche la cucina o il riciclo. Potrei dividere queste mie passioni dando più spazio a ciascuna.'
Così ho pensato di mantenere questo mio blog per il patchwork e il cucito e di aprirne un altro in cui parlare di cucina semplice, riciclo, auto produzione e tutto quanto riguarda l'arte di arrangiarsi.
Ecco l'idea è questa, nel frattempo l'altro sito è in fase di costruzione.
Quindi a partire da questo post qui troverete solo lavori di cucito e patchwork, lavori da me pensati e realizzati e di alcuni di questi metterò le istruzioni per realizzarli .
Tutto qui, anzi un'anticipazione: a partire da mercoledì della prossima settimana pubblicherò le istruzioni per realizzare questo Wall-hanging natalizio:
Alla prossima settimana allora, con qualche novità anche nella grafica del sito, vi aspetto.
La ragione è semplice ( in effetti non troppo ), in tutto questo tempo ho pensato a dei cambiamenti che voglio fare al mio blog.
Nella mia presentazione dico: ' le mie passioni, le mie creazioni,...' , sì le mie passioni sono diverse e tutte hanno finora trovato spazio in questo blog.
Però ho fatto questa riflessione: 'Non è detto che tutte le persone che amano il patchwork o il cucito amino anche la cucina o il riciclo. Potrei dividere queste mie passioni dando più spazio a ciascuna.'
Così ho pensato di mantenere questo mio blog per il patchwork e il cucito e di aprirne un altro in cui parlare di cucina semplice, riciclo, auto produzione e tutto quanto riguarda l'arte di arrangiarsi.
Ecco l'idea è questa, nel frattempo l'altro sito è in fase di costruzione.
Quindi a partire da questo post qui troverete solo lavori di cucito e patchwork, lavori da me pensati e realizzati e di alcuni di questi metterò le istruzioni per realizzarli .
Tutto qui, anzi un'anticipazione: a partire da mercoledì della prossima settimana pubblicherò le istruzioni per realizzare questo Wall-hanging natalizio:
Alla prossima settimana allora, con qualche novità anche nella grafica del sito, vi aspetto.
venerdì 13 maggio 2016
Organizziamo una cerimonia?
Non so se vi ho già detto che per le cerimonie dei miei figli, Battesimo, Prima Comunione, Cresima ho fatto e organizzato tutto io, dagli inviti alle bomboniere, dal rinfresco agli addobbi floreali.
Confesso che l'impegno è molto ma grande è anche la soddisfazione.
Qualche avvisaglia l'avevo già avuta con il mio matrimonio, infatti avevo fatto io le bomboniere, il libricino da mettere sui banchi in chiesa e per il vestito avevo scelto un modello che mi piaceva e poi l'avevo fatto realizzare da una sarta.
Sono entrata nell'ottica che, se vogliamo, molte cose le possiamo fare da noi, con risparmio di denaro, meno spreco e l'opportunità di realizzare cose originali e personali.
Per organizzare tutta una cerimonia è chiaro che la prima volta è la più difficile in quanto ci si trova ad affrontare una situazione del tutto nuova, ma poi l'esperienza via via ci aiuta e tutta quanta l'organizzazione diventa più semplice.
Oggi voglio darvi un assaggio, e precisamente vi mostro le fotografie di come il mio garage sia diventato una 'sala ristorante' in occasione della Comunione di uno dei miei figli, certo io ho la fortuna di avere uno spazio grande a sufficienza, soprattutto in caso di maltempo, ciò però non toglie che si possa organizzare un rinfresco anche in spazi più piccoli.
In prossimi post vi illustrerò come organizzarsi per dare un un rinfresco, una cena, un buffet, nella propria casa o nel proprio giardino, non si sa mai che possiate prendere spunto e decidere, anche voi, di 'creare' la vostra cerimonia.
A presto.
Confesso che l'impegno è molto ma grande è anche la soddisfazione.
Qualche avvisaglia l'avevo già avuta con il mio matrimonio, infatti avevo fatto io le bomboniere, il libricino da mettere sui banchi in chiesa e per il vestito avevo scelto un modello che mi piaceva e poi l'avevo fatto realizzare da una sarta.
Sono entrata nell'ottica che, se vogliamo, molte cose le possiamo fare da noi, con risparmio di denaro, meno spreco e l'opportunità di realizzare cose originali e personali.
Per organizzare tutta una cerimonia è chiaro che la prima volta è la più difficile in quanto ci si trova ad affrontare una situazione del tutto nuova, ma poi l'esperienza via via ci aiuta e tutta quanta l'organizzazione diventa più semplice.
Oggi voglio darvi un assaggio, e precisamente vi mostro le fotografie di come il mio garage sia diventato una 'sala ristorante' in occasione della Comunione di uno dei miei figli, certo io ho la fortuna di avere uno spazio grande a sufficienza, soprattutto in caso di maltempo, ciò però non toglie che si possa organizzare un rinfresco anche in spazi più piccoli.
In prossimi post vi illustrerò come organizzarsi per dare un un rinfresco, una cena, un buffet, nella propria casa o nel proprio giardino, non si sa mai che possiate prendere spunto e decidere, anche voi, di 'creare' la vostra cerimonia.
A presto.
mercoledì 10 febbraio 2016
Le calze di lana della nonna.
Nei miei ricordi di bambina ma anche di adolescente vedo mia nonna seduta nella sua piccola cucina, il tavolino con un lato appoggiato al muro e l'immancabile tela cerata, la sedia vicina alla finestra dalla quale si vedono le case tutte in fila, appoggiate le une alle altre quasi a sostenersi, che si affacciano sulla strada principale del paese, e, in mano, gli immancabili quattro ferri sui quali si allungava la calza destinata ad uno della famiglia.
C'erano calze per tutti: per me, mio fratello, mia mamma, mio papà che le metteva con gli scarponi, i cugini e anche per lei.
Il repertorio spaziava dalle calze lunghe a quelle più corte e non mancavano le babbucce per la notte.
Quando mia nonna è morta 'il testimone' è passato a mia mamma e così fare delle nuove calze o riparare quelle usate è toccato a lei.
Tre anni fa anche mia mamma ci ha lasciati e per un po' non si sono più viste calze nuove ma solo quelle usate che via via rattoppavo sulla punta o sul tallone.
Alcune ormai erano diventate così consunte, con la lana talmente usurata che il loro destino era ineluttabile.
Ma come molti di noi sanno, succede a volte, guardando alcuni oggetti rievochiamo ricordi a noi cari e ci prende una sorta di nostalgia quasi che, fissando quell'oggetto, riportassimo a noi la persona cara.
E così, guardando quelle calze, mi sono tornate alla mente le immagini di mia nonna prima e di mia mamma dopo e da quel momento ho deciso che il 'testimone' delle calze sarebbe stato raccolto da me.
Non ho mai chiesto che mi fosse insegnato a fare le calze, non mi interessava, era 'roba' di altri tempi, così, ora, non avevo la più pallida idea da dove cominciare.
Ma davanti a me avevo ciò che mi era stato lasciato e perciò era da lì che dovevo cominciare.
Ho preso in mano la calza e ho cominciato a contare le maglie e per quanti giri, fortuna ha voluto che trovassi un foglietto minuscolo scritto da mia mamma con alcune indicazioni su come fare il tallone e la punta del piede.
Ho cercato tra le cose di mia mamma e ho trovato i ferri da lana in varie misure che lei aveva ereditato da mia nonna e così ho iniziato rifacendo il piede ad alcune calze usate in modo da 'prenderci' un po' la mano e da subito mi sono appassionata.
A questo si è poi aggiunta la sensazione che ho provato di mantenere nel tempo un qualcosa che altri hanno fatto prima di noi, come una sorta di filo che ci tiene legati con un passato che comunque, si voglia o no, è anche nostro, perchè non sbaglio se immagino di vedere la mamma di mia nonna, e prima di lei sua mamma, e sua mamma ancora prima, sedute davanti ad un camino tutto nero per la fuliggine, con la catena che tiene un pentolone e la legna sotto che scoppietta, intente a fare la calza e, magari, nel frattempo recitare un'Ave Maria dopo l'altra, con i bambini seduti al tavolo di legno intenti a scrivere aste e lettere dell'alfabeto su di un quadernetto con la copertina nera, le pagine gialline e le righe rosse dei margini.
Sì, io sono anche questo.
Ora non mi resta che mostrarvi il mio lavoro.
Inizio col disfare la parte ormai usurata del piede e tenendo la parte ancora bella della gamba, la lana ancora in buono stato la lavo e la riutilizzo:
qui una calza è già stata riparata
queste sono pronte e ho usato una lana di colore diverso per la parte finale del piede.
Be', in fondo, anche questo è riciclare e dare nuova vita alle cose.
C'erano calze per tutti: per me, mio fratello, mia mamma, mio papà che le metteva con gli scarponi, i cugini e anche per lei.
Il repertorio spaziava dalle calze lunghe a quelle più corte e non mancavano le babbucce per la notte.
Quando mia nonna è morta 'il testimone' è passato a mia mamma e così fare delle nuove calze o riparare quelle usate è toccato a lei.
Tre anni fa anche mia mamma ci ha lasciati e per un po' non si sono più viste calze nuove ma solo quelle usate che via via rattoppavo sulla punta o sul tallone.
Alcune ormai erano diventate così consunte, con la lana talmente usurata che il loro destino era ineluttabile.
Ma come molti di noi sanno, succede a volte, guardando alcuni oggetti rievochiamo ricordi a noi cari e ci prende una sorta di nostalgia quasi che, fissando quell'oggetto, riportassimo a noi la persona cara.
E così, guardando quelle calze, mi sono tornate alla mente le immagini di mia nonna prima e di mia mamma dopo e da quel momento ho deciso che il 'testimone' delle calze sarebbe stato raccolto da me.
Non ho mai chiesto che mi fosse insegnato a fare le calze, non mi interessava, era 'roba' di altri tempi, così, ora, non avevo la più pallida idea da dove cominciare.
Ma davanti a me avevo ciò che mi era stato lasciato e perciò era da lì che dovevo cominciare.
Ho preso in mano la calza e ho cominciato a contare le maglie e per quanti giri, fortuna ha voluto che trovassi un foglietto minuscolo scritto da mia mamma con alcune indicazioni su come fare il tallone e la punta del piede.
Ho cercato tra le cose di mia mamma e ho trovato i ferri da lana in varie misure che lei aveva ereditato da mia nonna e così ho iniziato rifacendo il piede ad alcune calze usate in modo da 'prenderci' un po' la mano e da subito mi sono appassionata.
A questo si è poi aggiunta la sensazione che ho provato di mantenere nel tempo un qualcosa che altri hanno fatto prima di noi, come una sorta di filo che ci tiene legati con un passato che comunque, si voglia o no, è anche nostro, perchè non sbaglio se immagino di vedere la mamma di mia nonna, e prima di lei sua mamma, e sua mamma ancora prima, sedute davanti ad un camino tutto nero per la fuliggine, con la catena che tiene un pentolone e la legna sotto che scoppietta, intente a fare la calza e, magari, nel frattempo recitare un'Ave Maria dopo l'altra, con i bambini seduti al tavolo di legno intenti a scrivere aste e lettere dell'alfabeto su di un quadernetto con la copertina nera, le pagine gialline e le righe rosse dei margini.
Sì, io sono anche questo.
Ora non mi resta che mostrarvi il mio lavoro.
Inizio col disfare la parte ormai usurata del piede e tenendo la parte ancora bella della gamba, la lana ancora in buono stato la lavo e la riutilizzo:
qui una calza è già stata riparata
queste sono pronte e ho usato una lana di colore diverso per la parte finale del piede.
Be', in fondo, anche questo è riciclare e dare nuova vita alle cose.
venerdì 1 gennaio 2016
Buon 2016
Perchè questo nuovo anno sia portatore di pace, serenità, speranza.
Tanti auguri.
Questa bella poesia ci ricorda che in fondo tutto dipende da noi.
concludo con questa bella immagine che ho preso dal sito di Humble quilts
Tanti auguri.
Questa bella poesia ci ricorda che in fondo tutto dipende da noi.
concludo con questa bella immagine che ho preso dal sito di Humble quilts
giovedì 11 giugno 2015
Come vi sarete accorte in questo ultimo periodo la mia presenza sul blog si è limitata alla pubblicazione dei blocchi del BOM 2015, appuntamenti ai quali non posso e non voglio mancare.
Questo non significa che il mio interesse per il mio blog sia diminuito,anzi, ho molte cose da pubblicare, immagazzinate nelle varie cartelle, ma, come si suol dire, il tempo mi è tiranno.
Infatti in questo ultimo periodo tra impegni scolastici, familiari ed extra-familiari (che non mi faccio mancare !) non riesco a ritagliarmi quel po' di tempo in cui sedermi al computer e aggiornare il mio blog.
Non dispero, confido nella vostra pazienza e... vi aspetto al prossimo post.
sabato 25 aprile 2015
25 aprile 2015
'Per non dimenticare'
Io uso spesso queste tre parole quando voglio ricordare il nostro passato , la storia di chi ci ha preceduti e ha fatto tanto per noi.
Per non dimenticare il sacrificio di tanti, uomini e donne, giovani e anziani che hanno combattuto e lottato, non solo con le armi ma anche con il loro pensiero e le loro parole, perchè il futuro fosse migliore.
Per non dimenticare, settant'anni dopo, raccontiamolo ai nostri figli.
Per non dimenticare, partecipiamo alle manifestazioni, anche per un senso di gratitudine e rispetto nei confronti dei tanti che hanno dato la vita perchè noi oggi fossimo liberi.
W l'Italia.
per i giovani che morirono
per le donne che combatterono
ricordiamoci queste parole e chi le ha scritte, perchè: "... la libertà è come l'aria, ci accorgiamo della sua importanza quando manca" (Calamandrei).
... ma sono mille papaveri rossi .
Io uso spesso queste tre parole quando voglio ricordare il nostro passato , la storia di chi ci ha preceduti e ha fatto tanto per noi.
Per non dimenticare il sacrificio di tanti, uomini e donne, giovani e anziani che hanno combattuto e lottato, non solo con le armi ma anche con il loro pensiero e le loro parole, perchè il futuro fosse migliore.
Per non dimenticare, settant'anni dopo, raccontiamolo ai nostri figli.
Per non dimenticare, partecipiamo alle manifestazioni, anche per un senso di gratitudine e rispetto nei confronti dei tanti che hanno dato la vita perchè noi oggi fossimo liberi.
W l'Italia.
per i giovani che morirono
per le donne che combatterono
ricordiamoci queste parole e chi le ha scritte, perchè: "... la libertà è come l'aria, ci accorgiamo della sua importanza quando manca" (Calamandrei).
... ma sono mille papaveri rossi .
martedì 27 gennaio 2015
27 gennaio 2015
Oh voi che vedete e chiudete gli occhi
Oh voi che sentite e chiudete le orecchie
Quell'uomo che viene spinto e buttato a terra
Quella donna spogliata e umiliata
Quel bambino strappato al futuro
Non sono forse esseri umani come voi?
Non sono forse i fratelli figli di uno stesso padre?
Come potete la sera addormentarvi?
Dopo le urla che avete sentito
Dopo la disperazione che avete visto
Dopo l' odio che ha preso forma davanti a voi?
Questo è stato.
Ma questo non sarà
Se ogni uomo ricorderà
Se ogni uomo racconterà
Se ogni uomo saprà riconoscere nel volto dell'altro il fratello.
( I.B.)
venerdì 16 gennaio 2015
Un racconto di Natale.
E' vero, Natale è ormai passato, ci siamo lasciati alle spalle le luci e gli addobbi, ma questa mattina, mentre accendevo la stufa, mi è capitato sottomano un giornale del 21 dicembre e, sulla pagina che stavo per strappare, l'occhio è andato su di un titolo che diceva così: - A Natale invita un nonno -.
In quel momento, per i giri misteriosi che compie la nostra mente, mi è subito tornato alla memoria un episodio di quando ero piccola e che diverse volte ho raccontato ai miei figli.
E' il ricordo di tanti Natali fa, quando appunto ero una bambina e tutto era più semplice.
Mia mamma a quei tempi aveva un negozio di articoli casalinghi, quei piccoli negozi di paese che ormai stanno scomparendo, e nel mio paese abitava un signore di nome Simone che viveva da solo in una casa malandata circondato da una miriade di gatti con i quali spesso divideva il suo pasto.
Simone era una di quelle persone che, non si sa per quale motivo, non aveva alcun parente in paese, non si era sposato quindi non aveva avuto figli; spesso mi ero chiesta da dove venisse, come mai fosse arrivato lì.
Su di lui avevo sentito anche storie un po' strane, ma tant'è ora era vecchio e solo.
Ebbene, per diversi Natali, tutti radunati per pranzare, quando era quasi mezzogiorno, il campanello della nostra porta suonava.
Andavamo a vedere chi fosse, sulla soglia c' era Simone, aveva bisogno di un mestolo, o di una scodella da comprare.
Allora mia mamma prendeva un pezzo di pollo, una o due fette di ripieno, una scodella di ravioli e li dava a Simone che, tutto contento, se ne tornava a casa a festeggiare il suo Natale.
Noi tutti ci guardavamo negli occhi e sorridevamo.
Mentre sto scrivendo mi è presa una grande commozione perchè questo è uno di quei ricordi che ci portano alla memoria le persone alle quali abbiamo voluto tanto bene e che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro cuore.
Questi sono i Natali che ricordiamo, non quelli fatti di grandi regali ma quelli fatti di segni e opere.
In quel momento, per i giri misteriosi che compie la nostra mente, mi è subito tornato alla memoria un episodio di quando ero piccola e che diverse volte ho raccontato ai miei figli.
E' il ricordo di tanti Natali fa, quando appunto ero una bambina e tutto era più semplice.
Mia mamma a quei tempi aveva un negozio di articoli casalinghi, quei piccoli negozi di paese che ormai stanno scomparendo, e nel mio paese abitava un signore di nome Simone che viveva da solo in una casa malandata circondato da una miriade di gatti con i quali spesso divideva il suo pasto.
Simone era una di quelle persone che, non si sa per quale motivo, non aveva alcun parente in paese, non si era sposato quindi non aveva avuto figli; spesso mi ero chiesta da dove venisse, come mai fosse arrivato lì.
Su di lui avevo sentito anche storie un po' strane, ma tant'è ora era vecchio e solo.
Ebbene, per diversi Natali, tutti radunati per pranzare, quando era quasi mezzogiorno, il campanello della nostra porta suonava.
Andavamo a vedere chi fosse, sulla soglia c' era Simone, aveva bisogno di un mestolo, o di una scodella da comprare.
Allora mia mamma prendeva un pezzo di pollo, una o due fette di ripieno, una scodella di ravioli e li dava a Simone che, tutto contento, se ne tornava a casa a festeggiare il suo Natale.
Noi tutti ci guardavamo negli occhi e sorridevamo.
Mentre sto scrivendo mi è presa una grande commozione perchè questo è uno di quei ricordi che ci portano alla memoria le persone alle quali abbiamo voluto tanto bene e che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro cuore.
Questi sono i Natali che ricordiamo, non quelli fatti di grandi regali ma quelli fatti di segni e opere.
venerdì 25 aprile 2014
25 aprile
Servono parole?
Se ormai da 69 anni viviamo nella Pace e i nostri figli non hanno conosciuto la guerra lo dobbiamo a tutti quei ragazzi, anche dell'età dei miei figli, che sono morti per un ideale di libertà e di pace.
Non possiamo non ricordarli, dobbiamo ricordarli, e guardando le fotografie di quei volti giovani nel pieno della vita un pensiero deve salirci dal cuore con l' impegno a non permettere che la libertà e la pace vengano calpestate.
Voglio riportare una frase che ho sentito stamattina pronunciata alla manifestazione del 25 aprile: ' A cosa serve avere la mani pulite se poi le teniamo in tasca?' ( don Primo Mazzolari ).
Buon 25 aprile.
Ricordiamolo sempre e raccontiamolo ai nostri figli.
Se ormai da 69 anni viviamo nella Pace e i nostri figli non hanno conosciuto la guerra lo dobbiamo a tutti quei ragazzi, anche dell'età dei miei figli, che sono morti per un ideale di libertà e di pace.
Non possiamo non ricordarli, dobbiamo ricordarli, e guardando le fotografie di quei volti giovani nel pieno della vita un pensiero deve salirci dal cuore con l' impegno a non permettere che la libertà e la pace vengano calpestate.
Voglio riportare una frase che ho sentito stamattina pronunciata alla manifestazione del 25 aprile: ' A cosa serve avere la mani pulite se poi le teniamo in tasca?' ( don Primo Mazzolari ).
Buon 25 aprile.
Ricordiamolo sempre e raccontiamolo ai nostri figli.
lunedì 21 aprile 2014
Buona Pasqua
Voglio augurare a tutte voi una Felice Santa Pasqua con questa bella immagine del nostro Papa Francesco.
E guardando negli occhi questo Cristo che da' la sua benedizione abbiamo l'impressione di essere pervasi da tutto il suo amore e dal suo perdono incondizionato, solo Lui ci ama così.
BUONA PASQUA.
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Cambiando argomento, devo scusarmi con voi perchè il giorno 10 mi sono dimenticata di pubblicare il secondo blocco del First BOM, si vede che sono ancora alle prime armi.
Domani lo troverete sul mio blog.
E guardando negli occhi questo Cristo che da' la sua benedizione abbiamo l'impressione di essere pervasi da tutto il suo amore e dal suo perdono incondizionato, solo Lui ci ama così.
BUONA PASQUA.
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Cambiando argomento, devo scusarmi con voi perchè il giorno 10 mi sono dimenticata di pubblicare il secondo blocco del First BOM, si vede che sono ancora alle prime armi.
Domani lo troverete sul mio blog.
mercoledì 9 aprile 2014
Gufetto cerca casa!
Be', in effetti l'ha già trovata.
Questa ghirlanda primaverile mi è stata infatti richiesta da una mia amica, amante della natura e con un figlio al quale piacciono i gufi.
Paglia, tela di juta, ramoscelli secchi, pigne, muschio e licheni e infine un po' di spago.
Tutti materiali naturali, anche raccolti da me nelle mie passeggiate nei boschi, ricordando sempre di raccogliere ciò che è già in terra senza strappare nulla.
Oggi è una bella giornata, se possiamo facciamo una passeggiata nel bosco o nel prato vicino a casa nostra, mentre passeggiamo guardiamoci intorno, ascoltiamo i rumori e annusiamo gli odori che cambiano nelle varie stagioni, sicuramente vedremo un rametto, un sasso dalla forma particolare, una pigna, un nido caduto da un ramo da poter utilizzare per creare qualcosa di bello nella nostra casa che sia in accordo con la stagione e senza spendere nulla.
Buona passeggiata.
Questa ghirlanda primaverile mi è stata infatti richiesta da una mia amica, amante della natura e con un figlio al quale piacciono i gufi.
Paglia, tela di juta, ramoscelli secchi, pigne, muschio e licheni e infine un po' di spago.
Tutti materiali naturali, anche raccolti da me nelle mie passeggiate nei boschi, ricordando sempre di raccogliere ciò che è già in terra senza strappare nulla.
Oggi è una bella giornata, se possiamo facciamo una passeggiata nel bosco o nel prato vicino a casa nostra, mentre passeggiamo guardiamoci intorno, ascoltiamo i rumori e annusiamo gli odori che cambiano nelle varie stagioni, sicuramente vedremo un rametto, un sasso dalla forma particolare, una pigna, un nido caduto da un ramo da poter utilizzare per creare qualcosa di bello nella nostra casa che sia in accordo con la stagione e senza spendere nulla.
Buona passeggiata.
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giovedì 6 marzo 2014
Dov'è finito il Carnevale?
Ho ricevuto la foto della bimba con il costume da coccinella, eccola:
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Colgo l'occasione per buttare lì qualcuno dei miei pensieri sparsi.
Quest'anno alla scuola di mio figlio a parte mangiare qualche chiacchiera non si fa altro per Carnevale.
Ho chiesto alla mia rappresentante di classe e mi ha detto che riguarda tutte le classi della scuola in quanto il giovedì i bambini hanno in programma un progetto con un'esperta e quindi sarebbe stato un problema far andare a scuola i bambini travestiti con i loro costumi.
OK.
Riflessione del giorno:
sono da molti anni nel mondo della scuola e ho visto diverse cose.
Dalla decisione, tanti anni fa, di non fare il Presepe alla scuola materna per non 'offendere' i bambini di religione musulmana (cosa poi rivista e che ha visto le insegnanti trasformare questo periodo dell'anno in un momento di educazione e integrazione, e io dico meno male);
alla proibizione di portare a Carnevale dapprima spade e pistole (poveri Zorro e Cow-boy) poi i coriandoli perchè ,e in questo momento mi sto inimicando le bidelle che ora non si chiamano più così ma collaboratrici scolastiche ( e qui avrei da dire un'altra cosa: non è che trasformando il nome del lavoro in uno più pomposo le mansioni cambiano, ma tant'è, è come quello che alla domanda che lavoro fa risponde faccio il pittore, e nuovamente alla domanda su che genere di quadri dipinge risponde dipingo le pareti , cioè in poche parole fa l'imbianchino; una volta si diceva pane al pane e vino al vino e per l'amor del cielo non complichiamoci la vita), perchè dicevo, le bidelle devono scopare tutti i coriandoli che inevitabilmente vanno a finire sul pavimento e ne ritrovano per giorni in tutti gli angolini.
Dover constatare che era meglio tanti anni fa mi preoccupa un po', ma inevitabilmente mi viene spontaneo il confronto di quando io frequentavo la scuola elementare, che ora si chiama primaria (vedi parentesi sopra).
Noi andavamo a scuola solo il mattino quindi il pomeriggio eravamo a casa, c'era comunque la possibilità, per chi voleva, di tornare il pomeriggio a quello che si chiamava doposcuola dove si facevano i compiti.
Comunque, a Carnevale, dopo la scuola ci si travestiva tutti senza tanti problemi indossando anche vestiti dei nostri genitori e si andava lungo le vie del paese a portare un po' di allegria e bussando alle porte per ricevere qualche caramella o dolcetto ( non vi ricorda qualcosa? Con la differenza che si andava di giorno e non di sera, quindi: c'era bisogno di portare da noi Halloween? Eh, si sa, l'erba del vicino è sempre più verde!), addirittura avevamo delle tappe fisse a casa di alcune signore che per l'occasione ci preparavano le frittelle calde.
Le mani e i piedi congelati, giravamo il paese da cima a fondo e quando il sole cominciava a calare tornavamo a casa felici e contenti.
E così tutti i giorni della settimana di Carnevale tranne il venerdì in ricordo del venerdì Santo.
Io ho questi bei ricordi della mia fanciullezza, i miei figli, i nostri figli, avranno anche loro questi bei ricordi?
Facciamo le nostre riflessioni.
lunedì 27 gennaio 2014
Se questo è un uomo...
Per non dimenticare...
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
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