Benvenute nel mio blog dedicato al patchwork.
Quilts, runners, wall-hangings, photholders e tanto altro potrete realizzare seguendo le mie istruzioni.






Visualizzazione post con etichetta autoproduzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autoproduzione. Mostra tutti i post

venerdì 13 maggio 2016

Organizziamo una cerimonia?

Non so se vi ho già detto che per le cerimonie dei miei figli, Battesimo, Prima Comunione, Cresima ho fatto e organizzato tutto io, dagli inviti alle bomboniere, dal rinfresco agli addobbi floreali.
Confesso che l'impegno è molto ma grande è anche la soddisfazione.
Qualche avvisaglia l'avevo già avuta con il mio matrimonio, infatti avevo fatto io le bomboniere, il libricino da mettere sui banchi in chiesa e per il vestito avevo scelto un modello che mi piaceva e poi l'avevo fatto realizzare da una sarta.
Sono entrata nell'ottica  che, se vogliamo, molte cose le possiamo fare da noi, con risparmio di denaro, meno spreco e l'opportunità di realizzare cose originali e personali.
Per organizzare tutta una cerimonia è chiaro che la prima volta è la più difficile in quanto ci si trova ad affrontare una situazione del tutto nuova, ma poi l'esperienza via via ci aiuta e tutta quanta l'organizzazione diventa più semplice.
Oggi voglio darvi un assaggio, e precisamente vi mostro le fotografie di come il mio garage sia diventato una 'sala ristorante' in occasione della Comunione di uno dei miei figli, certo io ho la fortuna di avere uno spazio grande a sufficienza, soprattutto in caso di maltempo, ciò però non toglie che si possa organizzare un rinfresco anche in spazi più piccoli.







In prossimi post vi illustrerò come  organizzarsi  per dare un un rinfresco, una cena, un buffet, nella propria casa o nel proprio giardino, non si sa mai che possiate prendere spunto e decidere, anche voi, di 'creare' la vostra cerimonia.

A presto.

mercoledì 2 marzo 2016

Ricicliamo: come fare degli elastici per capelli

Oggi vediamo un riciclo utile per le bambine con i capelli lunghi ma  anche per noi se, a volte, raccogliamo i capelli in una bella coda.

Il punto di partenza sono sempre le calze ormai inutilizzabili ( perchè troppo lise o bucate) dei nostri figli.
In un post di un po' di tempo fa avevamo utilizzato la parte della gamba per fare i polsini di felpe o pigiami, oggi utilizziamo la parte elastica in alto che deve essere ancora in buono stato.

Occorrente:
  • parte elastica di un calzino, tagliata almeno un mm al di sotto
  • cotone o lana di un colore che si abbini alla parte elastica
  • uncinetto della misura adeguata al filato
Per prima cosa tagliamo il bordo elastico.

Con il cotone o la lana che abbiamo scelto iniziamo infilando l'uncinetto nel bordo elastico, estraiamo il filo e formiamo il primo punto basso.
Dobbiamo fare semplicemente un giro di punto basso lungo tutto il contorno dell'elastico, i punti devono essere molto vicini e in questo modo si forma una sorta di arricciatura, come vedete nella foto, se vi piace potete fare un secondo giro, in questo caso l'arricciatura sarà più evidente.


Ed ecco il nostro elastico per capelli.


Buon riciclo.

mercoledì 17 febbraio 2016

riciclo: da una bavaglia ... una presina

Questo tutorial è per chi ha bambini piccoli o per chi li ha avuti e sistemando quei mucchi di cose che si sono accumulati nella cesta 'delle cose da sistemare' ( questo è appunto il mio caso ) ha trovato una bavaglia della quale ormai, sinceramente, non sa più cosa farsene.

Cosa ci serve:

  • una bavaglia che sia rovinata o che non utilizziamo più ( mi raccomando non fatelo con una bavaglia nuova perchè il riciclo che senso avrebbe, vi pare? )
  • un bordo che sia ricamato o con una bella fantasia, io ho utilizzato il bordo di un asciugamano che si era rovinato ( riciclo! )
  • forbici
  • macchina da cucire
Iniziamo con il tagliare i cordoncini della bavaglia ( con uno di questi faremo l'asola per appendere la presina), e la parte arrotondata del collo: otteniamo un rettangolo .


Ora appoggiamo al lato che abbiamo tagliato, diritto contro diritto, il bordo che abbiamo scelto e lo fissiamo con degli spilli.


Dopo averlo cucito, lo stiriamo, pieghiamo a metà il nostro rettangolo con il diritto all'esterno, risvoltiamo verso l'interno di circa 1 cm il nostro bordo e fissiamo ancora con degli spilli.
Prendiamo uno dei lacci che abbiamo tagliato in precedenza e lo pieghiamo a metà due volte e lo inseriamo all'interno del nostro rettangolo.


A questo punto facciamo una cucitura lungo tutto il contorno magari passando due volte in corrispondenza dell'asola.


La presina è pronta ed è già al suo posto.


Buon riciclo.

mercoledì 10 febbraio 2016

Le calze di lana della nonna.

Nei miei ricordi di bambina ma anche di adolescente vedo mia nonna seduta nella sua piccola cucina, il tavolino con un lato appoggiato al muro e l'immancabile tela cerata,  la sedia vicina alla finestra dalla quale si vedono le case tutte in fila, appoggiate le une alle altre quasi a sostenersi, che si affacciano sulla strada principale del paese, e, in mano, gli immancabili quattro ferri sui quali si allungava la calza destinata ad uno della famiglia.
C'erano calze per tutti: per me, mio fratello, mia mamma, mio papà che le metteva con gli scarponi, i cugini e anche per lei.
Il repertorio spaziava dalle calze lunghe a quelle più corte e non mancavano  le babbucce per la notte.

Quando mia nonna è morta 'il testimone' è passato a mia mamma e così fare delle nuove calze o riparare quelle usate è toccato a lei.
Tre anni fa anche mia mamma ci ha lasciati e per un po' non si sono più viste calze nuove ma solo quelle usate che via via rattoppavo sulla punta o sul tallone.
Alcune ormai erano diventate così consunte, con la lana talmente usurata che il loro destino era ineluttabile.
Ma come molti di noi sanno, succede a volte, guardando alcuni oggetti rievochiamo ricordi a noi cari e ci prende una sorta di nostalgia quasi che, fissando quell'oggetto, riportassimo a noi la persona cara.
E così, guardando quelle calze, mi sono tornate alla mente le immagini di mia nonna prima e di mia mamma dopo e da quel momento ho deciso che il 'testimone' delle calze sarebbe stato raccolto da me.

Non ho mai chiesto che mi fosse insegnato a fare le calze, non mi interessava, era 'roba' di altri tempi, così, ora, non avevo la più pallida idea da dove cominciare.
Ma davanti a me avevo ciò che mi era stato lasciato e perciò era da lì che dovevo cominciare.
Ho preso in mano la calza e ho cominciato a contare le maglie e per quanti giri, fortuna ha voluto che trovassi un foglietto minuscolo scritto da mia mamma con alcune indicazioni su come fare il tallone e la punta del piede.
Ho cercato tra le cose di mia mamma e ho trovato i ferri da lana in varie misure che lei aveva ereditato da mia nonna e così ho iniziato rifacendo il piede ad alcune calze usate in modo da 'prenderci' un po' la mano  e da subito mi sono appassionata.

A questo si è poi aggiunta la sensazione che ho provato di mantenere nel tempo un qualcosa che altri hanno fatto prima di noi, come una sorta di filo che ci tiene legati con un passato che comunque, si voglia o no, è anche nostro, perchè non sbaglio se immagino di vedere la mamma di mia nonna, e prima di lei sua mamma, e sua mamma ancora prima, sedute davanti ad un camino tutto nero per la fuliggine, con la catena che tiene un pentolone e la legna sotto che scoppietta, intente a fare la calza e, magari, nel frattempo recitare un'Ave Maria dopo l'altra, con i bambini seduti al tavolo di legno intenti a scrivere aste e lettere dell'alfabeto su di un quadernetto con la copertina nera, le pagine gialline e le righe rosse dei margini.
Sì, io sono anche questo.

Ora non mi resta che mostrarvi il mio lavoro.

Inizio col disfare la parte ormai usurata del piede e tenendo la parte ancora bella della gamba, la lana ancora in buono stato la lavo e la riutilizzo:



qui una calza è già stata riparata


 queste sono pronte e  ho usato una lana di colore diverso per la parte finale del piede.


Be', in fondo, anche questo è  riciclare e dare nuova vita alle cose.

giovedì 12 giugno 2014

Orto sinergico.

Come vi ho anticipato  ho iniziato il mio orto sinergico.
Avrei voluto iniziarlo dopo il corso che ho fatto lo scorso anno in autunno, ma tra una cosa e l'altra e il freddo che ormai era arrivato ho rimandato al nuovo anno.
Il tempo poi  non mi ha aiutato, perchè le piogge continue non mi consentivano di lavorare il terreno troppo inzuppato.
Ma finalmente un mese fa siamo partiti. Uso il plurale perchè mio marito mi ha dato una grande mano nel preparare i bancali di terra.

Ecco i miei due bancali:




Sul primo bancale vedete come ho sistemato il tubo per l'irrigazione, cosa che ho poi ripetuto sul secondo.

Ogni bancale è lungo 7 metri, largo 1,20 e alto 0,50, i camminamenti sono larghi 0,50 e vi ho sistemato del cartone.

Il passo successivo è stato spargere la paglia sopra i bancali e in questo mi ha aiutato il mio piccolino:


Infine ho iniziato a piantare nei bancali le varie piantine e i semi seguendo le indicazioni che ho avuto al corso:



Eccomi mentre sto sistemando le piantine nei bancali.

Il passo successivo è stato quello di sistemare delle bacchette di ferro sui bancali, incrociandole, cioè inserire una parte a destra e l'altra a sinistra, saranno i tutori ai quali legare le piante rampicanti.

E ora preparatevi alla sorpresa!!!!!!!

Ecco com'è adesso il mio orto!!!!!





Che ne dite?
A me piace tantissimo!

Accanto a questo sto coltivando anche un orto tradizionale, mi sono messa ai ripari nel caso l'orto sinergico fosse andato male, ma così non sembra, comunque ecco la restante parte del mio orto:



venerdì 17 gennaio 2014

ricetta insaporitore

Oggi voglio consigliarvi di preparare un insaporitore, cioè uno di quei preparati che servono appunto per insaporire arrosti, patate, pesce, ecc.

Molto facile da fare e sicuramente più genuino di quelli che si trovano in commercio per diversi motivi:

  1. possiamo utilizzare le nostre aromatiche, se non abbiamo un orto possiamo coltivarle benissimo in vaso sul terrazzo
  2. utilizziamo ingredienti freschi
  3. utilizziamo sale integrale bio o sali particolari come il sale rosa che è un sale che si estrae da miniere, non dal mare.
Qualcuna potrebbe obiettarmi che l'inverno non è la stagione giusta per le aromatiche.
Ebbene, il rosmarino è sempreverde lo raccogliamo in tutte le stagioni, per la salvia è la stessa cosa va solo protetta con un tettuccio e della pacciamatura al piede per preservarla dalle eventuali gelate.
Quindi avrete capito che io utilizzo per questo insaporitore solo rosmarino e salvia.
Per le dosi non c'è problema, io utilizzo la stessa quantità di entrambi, quindi:

  • salvia
  • rosmarino
  • sale fino integrale bio
gli attrezzi che ci servono:

  • una mezzaluna ( si può usare anche il frullatore ma è così bello e rilassante macinare fine fine le nostre erbe e poi così non le strapazziamo troppo e mantengono più gusto)
  • un tagliere
  • una ciotola 
  • uno o più vasetti di vetro
-Raccolgo le mie aromatiche, non le lavo, eventualmente pulisco le foglie di salvia con uno strofinaccio, e stacco le foglioline di rosmarino.
-Con la mezzaluna le trito finché non sono diventate belle fini (così piace a me).


-Le metto in una ciotola e vi aggiungo il sale amalgamando bene il tutto. La quantità di sale la possiamo variare, io ne aggiungo in modo tale  che guardandolo, il composto finale è ancora verde, se è troppo bianco ho messo troppo sale.


-A questo punto lo ripongo nel vasetto e lo tengo in frigo.
 Io lo uso per l'arrosto, la carne ai ferri, il pesce, le patate al forno...


Si possono fare più vasetti piccoli oppure uno solo grande, dipende dalla nostra comodità e dal posto che abbiamo in frigo.

Con un bel copri coperchio di stoffa e un nastrino possono anche essere un'idea regalo sicuramente gradita perché utile e non solo all'amica attenta a ciò che acquista o a quella che mangia solo bio.

Buon arrosto!